Learning Models

Youth Circus: Learning Models, Conflict and Group Dynamics

conduttore  Steven Desanghere
9/11 dicembre 2016, Pontedera (PI)
in collaborazione con Spazio Nu

Stage avanzato in lingia inglese riservato a coloro che desiderino approfondire e strutturare le loro conoscenze sui modelli di apprendimento e le dinamiche di gruppo e di gestione dei conflitti in un ambito di circo educativo  

CONDUTTORE

Steven Desanghere lavora da ormai quindici anni in diversi progetti di circo ludico educativo e sociale in Belgio. Si specializza nel “Group Dynamics”, tecniche specifiche per la gestioni di gruppi e situazioni socialmente difficili, come ad esempio, giovani e anziani con disabilità mentali o fisiche, giovani con problemi comportamentali o con situazioni di vita precarie. Scopre che il circo può essere un ottimo strumento per migliorare l'apprendimento, facilitando il superamento di conflitti e incomprensioni. Ha insegnato le sue scoperte in tutta Europa a centinaia di educatori di circo, ma anche a conduttori di gruppi giovanili, insegnanti scolastici, team progettuali.

Steven Desanghere has been working in different circus projects in Belgium for the last 15 years. He specialised in working with ‘difficult groups’, e.g. younger and older people with mental or physical disabilities, youngsters with behavioral problems or from precarious life situations.
Time and time again he discovered that circus can be a great way of working with diversity, enhancing learning, and overcoming conflicts and misunderstanding. He has taught his findings throughout europe, for hundreds of circus educators, but also youth workers, school teachers and many other professionals.

PROGRAMMA

In tre giorni guiderà i partecipanti attraverso il meraviglioso mondo della gestione dei gruppi, tecniche e meccanismi di apprendimento e di insegnamento, permettendo ai partecipanti di comprendere come creare uno spazio di apprendimento sicuro, infine svilupperà un percorso atto a individuare, prevenire e risolvere i conflitti di gruppo. Svilupperà anche un focus sui possibili vantaggi della formazione di circo per la società.
Tutto questo attraverso una metodologia di confronto e condivisione delle conoscenze disponibili e l'apprendimento esperienziale.

In three days time we will explore together some of the biggest challenges in youth circus work.
 
• How can we create a “safe learning group”, where participants can be themselves and where maximum learning for each participant, however different, is possible? How can we ‘see’ and ‘feel’ the different learning styles and diversity in our groups and still create maximum learning opportunities for everyone? In the workshop, we will experience the diversity in learning styles and needs in our own group, and share and reflect on our own teaching expertise. Because you know much more then you often think….
• What is happening in groups, under the surface? We will explore some basic group dynamic mechanisms (informal roles, group phases, individual needs in a group, social rank, power, meetings, …) and see how we can recognize them and use them to our advantage as a circus teacher.
• How do many conflicts in groups arise, and how can we use the fire of anger and conflict without it being destructive? What is conflict & aggression and how can we (sometimes) prevent it, or transform it into a positive force?
 
We will learn through experiencing some of these mechanisms and tools, and exploring together, in big and small groups, what the relevance can be for our own working environment. We will delve as deep as possible into the existing knowledge and experience that is already within the participants. The goal is that we can all get out of this workshop stronger, inspired and motivated.
 

ORARI

venerdì: h 15 / 19
sabato: h. 10 / 20
domenica: h. 10 / 17,30

 

NUMERO PARTECIPANTI

Il corso è aperto ad un numero massimo di 25 persone. Lo stage sarà tenuto in lingua inglese con un supporto alla traduzione in italiano. Si consiglia la partecipazione a operatori che abbiano una conoscenza e comprensione della lingia inglese. 

LOCALITA’

Il meeting avrà luogo a Pontedera (PI) presso le strutture di Spazio Nu, in via Firenze 41. La città è è facilmente raggiungibile anche in treno

VITTO E ALLOGGIO

Attivata convenzione presso la struttura di Spazio NU dove sarà possibile prendere il pacchetto vitto (4 pasti) + alloggio (2 notti) al prezzo di 50 €, oppure solo vitto (4 pasti) al prezzo di 40 €. Non èpr evisto il pacchetto solo alloggi. Per il pernotto vi offrono un comodo materasso e lenzuola per cui dovrete portarvi il sacco a pelo e gli asciugamani. Giocolieri e Dintorni raccoglie le vostre prenotazioni, vi preghiamo di indicare sul modulo di iscrizione le notti per cui avrete bisogno di alloggi e/o vitto. Il pagamento dei pernotti e del vitto presso Spazio NU verrà effettuato direttamente si gestori dello spazio entro domenica mattina.
Nei pressi del centro è possibile anche sostare con il camper.

Modalità di partecipazione alle attività formative

Contributo istituzionale per la partecipazione per singolo stage: 150 € (la quota comprende l’affiliazione all’Ass. Giocolieri e Dintorni e i servizi collegati, la copertura assicurativa e l’iscrizione annuale ai Registri Nazionali Corsi/Scuole o Operatori/Insegnanti qualora se ne avessero i requisiti). Vitto e alloggio sono a carico dei partecipanti (la quota per  € per il pernotto e sui 10 € a pasto). Per partecipare alle attività formative, dopo averci telefonato per verificare la disponibilità dei posti, è richiesto il pagamento anticipato di 70 € con bonifico bancario (Banco Posta, IBAN: IT60 N 07601 03200 0000 36726404 intestato a Ass. Giocolieri e Dintorni) o con versamento su ccp 36726404 intestato a: Ass. Giocolieri e Dintorni da inviare entro 10 giorni dall’inizio dello stage. Indicare nella causale “Contributo istituzionale per stage Pedagogia del Circo” Vi preghiamo inoltre di inviare via fax allo 0766 673952 o via e-mail a giocolieriedintorni@hotmail.com la ricevuta del pagamento e il  MODULO DI PRE_ISCRIZIONE. Il saldo verrà corrisposto in contanti all'arrivo e prima dell'inizio dello stage. Per coloro che intendono disdire la loro partecipazione agli stage è prevista una trattenuta della quota di pre-iscrizione (40% se la disdetta ci perviene ad una settimana o più dalla data dello stage, 70% se ci perviene nella settimana che precede lo stage, 100% se ci perviene a meno di 48 ore dall'inizio dello stage). Per coloro che partecipano a più stage è prevista la riduzione progressiva e cumulativa della quota di adesione di 15 € per stage.

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria dell'Associazione

Giocolieri & Dintorni Ass. Giocolieri e Dintorni
v.le della Vittoria 25 - 00053 Civitavecchia (RM)
fax 0766 673952 - cell 347 6597732 -
giocolieriedintorni(at)hotmail(dot)com - www.jugglingmagazine.it

 

 

La mia passione per la pedagogia del circo


Confessioni di un insegnante di circo

di Steven Desanghere

Quando ero un ragazzino, mio padre mi ha insegnato a camminare sulle mani. Mi è costata tanta fatica, ma a 14 anni riuscivo a stare su per diversi minuti di fila, ed era bello mettersi in mostra con gli amici. Negli anni ‘80 non c'erano scuole di circo nelle Fiandre, e certamente non nella regione in cui sono cresciuto. Ho visto questa abilità appena acquisita come una sorta di regalo o talento, ma non ha fatto alcuna connessione con altri potenziali. Ero un bravo studente a scuola, imparavo quello che i miei insegnanti mi chiedevano di imparare, anche se le materie non mi entusiasmavano. I miei genitori, entrambi cresciuti in una fattoria, avevano deciso di non continuare l'attività agricola per offrire ai propri figli mobilità sociale e una vita meno dura. Investire nella nostra formazione sembrava il modo migliore per raggiungere questo obiettivo e apprendere era diventato un dovere per me.

In quegli anni due miei amici avevano imparato a far girare tre palline, ma io non mi ci ero cimentato. "Non ho talento per questo" mi ero detto, e in fondo mi sembrava un’abilità 'inutile'.
All’Università, ho continuato a imparare le cose che i miei professori insegnavano. Inoltre leggevo molto. Ma non percepivo queste letture nel tempo libero come una forma di apprendimento. Sono cresciuto con l'idea che lo status sociale si conquistasse con le cose che ti permettono di guadagnare buoni voti a scuola. Non bastava “sapere”, per non parlare del “saper fare”. Apprendere richiedeva successo, evitando più possibile il fallimento. Eppure la noia nell'apprendimento era una sensazione standard per me in quegli anni di istruzione formale.
Dopo l’università ho fatto tutti i tipi di lavori saltuari, nutrendo diffidenza verso i tradizionali posti di lavoro da colletti bianchi cui avevo accesso con la mia laurea. Ho lavorato duro per anni, senza farmi mancare grandi party, e con un atteggiamento del tutto nichilistica per la vita. Ero "finalmente libero", dopo più di venti anni di educazione formale, e non sapevo cosa fare di quella libertà. Avevo fatto tutti i miei “compiti”, avevo il mio titolo, ma non mi sentivo soddisfatto. Cosa fare?

Poi una sera, quando avevo 29 anni, ho conosciuto una persona, e dopo qualche ora ha voluto insegnarmi come giocolare. Ci ho provato, perché questa persona e la fiducia che mi accordava mi piacevano. Ha mostrato tanta pazienza e gioia con me, in una calda notte all’aperto a Ghent, e dopo un paio di giorni ero riuscito a destreggiarmi abbastanza bene con la cascata a tre palle. Sembrava magia per me!

Tutto il vuoto emotivo che sentivo era stato colmato dalla giocoleria. La noia era scomparsa. Nelle settimane successive ho continuato ad allenarmi e ho imparato altri pattern, e dopo poche settimane ho inserito anche la quarta pallina. Con la giocoleria ho avuto modo di conoscere in breve tempo nuovi amici più esperti che mi hanno portato al nuovo spazio circo inaugurato  a Ghent, chiamato CircusPlaneet. Questo luogo divenne immediatamente la mia nuova casa. Praticavo giocoleria tre sere a settimana e ho potuto conoscere tante nuove persone che proprio come me avevano scoperto nella giocoleria e in altre abilità circensi un grande strumento per il relax e la comunicazione, una scusa per avvicinarsi a persone altrimenti socialmente insicure. Abbiamo continuamente condiviso trick ed è stato per lo più 'educazione tra pari', senza insegnanti di giocoleria in “cattedra”. Stavo apprendendo delle skill senza avvertirlo come un dovere sociale, ma per la gioia di farlo.

Imparare a giocolare ha trasformato tutta la mia vita. La mia capacità di relazionarmi erano  migliorate, mi sentivo emotivamente più stabile, ho iniziato a vivere più sano, l’immagine che avevo di me stesso era drasticamente cambiata, e cominciavo anche a guadagnare qualcosa con i primi lavori. Inoltre imparare a giocolare mi ha dato la convinzione che potessi imparare tutto quello che volevo, che potevo eccellere in tante cose se mi ci fossi dedicato con energia e costanza. Aveva anche cambiato il mio punto di vista politico: ora sapevo che "un altro mondo E’ possibile".
Presto scoprii che mostrare i trick che apprendevo non era così eccitante per me quanto insegnare quei trick. Soprattutto alle persone che, proprio come me una volta, erano del tutto ignari del loro potenziale di apprendimento. Tutti gli insegnanti di arti circensi conoscono l'energia che si libera quando qualcuno apprende qualcosa di nuovo che non pensava di poter mai apprendere. Anche solo mettendosi in gioco su un solo trick - aprendo tutti i sensi, e liberando il corpo da vincoli sociali, semplicemente esplorando giocosamente - è un’attività così liberatoria, un’esperienza bellissima di cui essere testimoni. La maggior parte delle persone che incontro in circostanze "normali" non si muovono in modo giocoso, e tendono a nascondere le loro emozioni nel profondo del loro corpo. Negli spazi aperti del circo si respira invece una tale gioia di condivisione, un clima di cameratismo, la libertà di 'essere se stessi', che raramente sperimento in altri ambienti.
 
Negli ultimi dieci anni ho investito molto tempo ed energie nella creazione di ogni tipo di progetti di circo "sociale", con persone che vivono più ai "margini" della società fiamminga: persone in prigione o in manicomio, ragazzi con diversabilità fisiche, giovani con problemi comportamentali o di apprendimento, etc. Grazie alla mia esperienza sulle dinamiche di apprendimento mi concentro molto sui benefici (per lo più nascosti) dell’imparare a giocolare, camminare sul filo, fare una piramide, etc. Sono convinto di aver fatto sentire più vive tante persone nei miei progetti di circo, liberandoli temporaneamente del loro dolore e delle preoccupazioni. Il circo sociale, e il circo in generale, possono produrre risultati sorprendenti e motivare una grande varietà di persone.

Nel mio lavoro intenso ho affrontato molte sfide, tra le quali: a) Come posso superare la resistenza ad apprendere nuove cose, che la maggior parte di noi possiede? b) Come posso creare uno "spazio di apprendimento sicuro", un luogo in cui nessuno si senta escluso o lasciato indietro, e dove l'apprendimento è ottimale?
Alla ricerca di risposte, ho incontrato autori e teorie molto interessanti su apprendimento, conflitti e dinamiche di gruppo. La maggior parte di questa letteratura non viene dal mondo del circo, ma può sicuramente essere applicato ad esso.

Negli ultimi anni ho viaggiato molto nelle Fiandre e in Europa per insegnare alcune di queste intuizioni attraverso l'apprendimento esperienziale e la condivisione delle conoscenze. Sono convinto che tanti insegnanti di circo siano veri e propri "maestri", con molta più esperienza e propensione naturale di me. Allo stesso tempo la maggior parte di loro non ha un background pratico-teorico che gli permetta di condividere le loro competenze educative con altri colleghi. Attraverso l'uso di alcuni modelli di apprendimento di base è più facile condividere le nostre esperienze, porre domande profonde e cercare ulteriori arricchimento personale come insegnante. Per questo nei miei corsi cerchiamo di validare le proprie esperienze attraverso la discussione di alcuni modelli di insegnamento, di conflitto e dinamiche di gruppo. Utilizziamo la piramied delle necessità di Maslow, il modello del Flow, gli insegnamenti di Vygotski, i modelli di conflitto di Mindell, e molti altri, ma sempre con un link alle nostre esperienze quotidiane.
Perché, ancora una volta, io sono solo un educatore, ma i partecipanti dei miei corsi sono i veri esperti. Io semplicemente li aiuto a scambiarsi le loro capacità ed esperienze, a crescere in una modalità di apprendimento ottimale.